Disturbi della Minzione

Riabilitazione del pavimento pelvico

 

Nel soggetto cosciente la minzione è un atto volontario che permette la facile
emissione di urina in quantità e frequenza correlabili con l’introito di
liquidi e con la loro dispersione.

Ogni qualvolta l’emissione di urina non sia del tutto volontaria o divenga
difficoltosa o sia ingiustificatamente diversa per quantità o frequenza
dovremo ricercarne un motivo patologico. A volte i disturbi possono essere
transitori come in seguito ad un cateterismo, altri invece possono essere
sintomo di altre patologie urologiche e/o neurologiche.

Possono essere:

Sintomi di Riempimento Vescicale

Aumentata frequenza diurna o pollachiuria. Di solito si tratta di avvertire lo
stimolo minzionale con una frequenza inferiore alle due ore. E’ diverso dalla
poliuria che significa eliminare tanta quantità di urine (> 2,8 lt di urina
nelle 24 ore).  In questa categoria rientra:

  • necessità di urinare spesso con quantità esigue di urina può essere indice
    di una infezione urinaria  anche in assenza di bruciore;
  • urinare spesso con sensazione di bruciore anche in assenza di infezione
    urinaria
    può essere ricondotto ad un ipertono del pavimento pelvico che non
    riuscendo a rilasciare lo sfintere uretrale esterno non permette una libera
    minzione con conseguente infiammazione della parete uretrale e sensazione di
    bruciore al passaggio dell’urina (cistite ricorrente);
  • può essere indice di iperattività detrusoriale o
    vescica iperattiva, contrazioni vescicali involontarie che di solito non possono essere
    controllate con conseguente incontinenza urinaria da urgenza;
  • l’aumento della frequenza minzionale può essere dovuta ad
    ipertrofia prostatica
    o tumore prostatico che a causa dell’aumento del volume della prostata non
    consente il pieno svuotamento della vescica;
  • può essere un segnale di gravidanza a causa di fattori ormonali e
    dell’aumentato volume uterino che “spinge” contro la vescica;
  • l’aumento della frequenza minzionale unitamente all’aumento della sensazione
    di sete
    potrebbe essere dovuta all’insorgenza del diabete;
  • potrebbe essere dovuta all’azione di alcuni farmaci come i diuretici
    impiegati nelle terapie antiipertensive;
  • altre cause di minzione frequente potrebbero essere dei diverticoli
    vescicali, il tumore alla vescica o ad organi adiacenti alla vescica
    .

Sintomi dello svuotamento o minzionali

la difficoltà a svuotare la vescica con conseguente necessità di spingere o di
efettuare autocateterismo potrebbe essere dovuta ad ipertono del pavimento
pelvico con conseguente grande difficoltà o impossibilità a rilasciare lo
sfintere uretrale esterno. Ciò potrebbe essere dovuto:

  • lesione nervosa da trauma, da malattia del sistema nervoso, da intervento
    chirurgico
    ;
  • ipertono del pavimento pelvico da causa psicologica (stress psciocologico,
    ansia, iperattività)
  • Getto debole. E’ percepito dall’individuo come flusso urinario ridotto in
    confronto al passato o ad altri individui, potrebbe essere dovuto ad
    ipertrofia prostatica.
  • Getto bifido o a ventaglio dovuto alla presenza di una
    stenosi uretrale.
  • Getto intermittente. E’ descritto come flusso urinario che si interrompe e
    ricomincia in una o più occasioni durante la minzione. E’ sinonimo di
    incapacità di svuotare la vescica in un solo tempo a causa del mancato
    rilascio dello sfintere uretrale esterno
    .
  • E’ descritto come difficoltà di iniziare la minzione, risultando in un
    ritardo dell’inizio della minzione, in presenza di stimolo minzionale. Può
    essere dovuto ad eccessivo riempimento vescicale con difficoltà di rilascio
    dello sfintere uretrale esterno (sporadico), ipertono dello sfintere
    uretrale esterno, patologie neurologiche (sclerosi multipla, polineuropatie,
    ictus, etc.)
  • Sforzo Minzionale. Indica lo sforzo muscolare compiuto per poter iniziare la
    minzione oppure per poter mantenere il flusso urinario durante la minzione
    oppure per poter migliorare flusso urinario. Questo sforzo avviene tramite
    la contrazione dei muscoli addominali con conseguente aumento della
    pressione intraddominale e quindi vescicale (uso del torchio addominale). In
    alcune situazioni morbose può anche essere necessaria effettuare la manovra
    di Credè per poter svuotare la vescica, ossia esercitare con la mano una
    compressione al livello sovrapubico e quindi vescicale, aumentando di
    conseguenza la pressione vescicale (vescica neurologica, ipoattività
    detrusoriale,
    neovescica).
  • Ritenzione urinaria: incapacità di svuotare la vescica. Può essere un
    difetto totale (ritenzione completa) o parziale (ritenzione incompleta). Può
    essere ad esordio improvviso (ritenzione acuta) o lento nel tempo (cronica).
    Quando la ritenzione è acuta e completa, come può succedere nei casi di
    ipertrofia prostatica, si osservano altri tre sintomi: dolore ipogastrico
    ingravescente, stimolo impellente a urinare e globo vescicale
    (all’ispezione
    gonfiore al livello ipogastrico e alla percussione ottusità).

 

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